sabato 4 settembre 2010

venerdì 3 settembre 2010

Destino incerto per il tribunale di Terracina.


Nei corridoi e nelle aule del tribunale di Terracina sembra che non sia trascorso nemmeno un giorno. Lavori di sistemazione a parte, si respira la stessa, identica aria di attesa che si percepiva già nei mesi scorsi, quando la pausa estiva era ancora lontana. E invece, anche adesso che sta per terminare (il calendario dice che l’attività riprende il prossimo 20 settembre), il palazzo di giustizia di via dei Volsci resta sempre in attesa. Di cosa? Di conoscere la sua sorte. Già, perché almeno fino a ieri mattina ancora non si sapeva se, quando e chi dovrà sostituire i togati che hanno lasciato l’edificio nei mesi scorsi. Maria Teresa Cialoni e Antonio Perinelli, per essere precisi, la cui partenza aveva significato il blocco pressoché totale dell’attività penale all’interno del tribunale di Terracina. La prima conseguenza inevitabile era stato il dirottamento dei processi per direttissima a Latina. Uno spauracchio temuto dagli avvocati e puntualmente avveratosi. Del resto era stato detto subito a chiare lettere che i due giudici togati non sarebbero stati sostituiti almeno fino a ottobre 2010, il che voleva dire mettere il ruolino penale nelle mani del got, giudice ordinario di tribunale, privo di competenza per affrontare tutti i tipi di reato. Naturale, dunque, che il penale a Terracina rallentasse, e di molto, i ritmi con cui era andato avanti fino a quel momento. Quanto al personale amministrativo, ugualmente ridotto all’osso, al momento è stato sostituito solo il funzionario andato in pensione il 1° luglio scorso. Ma l’interrogativo principale resta quello sui giudici togati. Il timore è ancora che tale situazione, che si trascina da tempo, possa essere l’anticamera della soppressione totale della sede distaccata di Terracina, cosa che avrebbe conseguenze insostenibili per lo stesso tribunale di Latina. Intanto le speranze sono riposte proprio lì, nei rinforzi che dovrebbero arrivare a breve e dei quali qualcuno dovrebbe prendere la strada di via dei Volsci. Almeno è quello che si va ripetendo da mesi.

Bando per l'assistenza scolastica ai disabili: i dubbi dei genitori.

Potrebbe mai un diplomato del liceo o di ragioneria assistere adeguatamente un ragazzino disabile?E’ la domanda che si pongono i membri del comitato 'Progetto Genitori Uniti', a Terracina. ''Siamo preoccupati- esordisce nella nota il presidente Rossella Baroni- Parliamo del bando che l’Azienda Speciale ha pubblicato per la selezione di assistenti scolastici specializzati''. Le figure cercate sono di assistente educativo scolastico, logopedista e interprete della lingua dei segni e/o insegnante braille. Quella che più interessa il comitato è la prima ''per la quale i titoli richiesti sono la laurea (Scienze dell’educazione, della formazione e Pedagogia) ma anche il diploma liceale e quello di ragioneria''. E qui sorgono i dubbi. ''Non capiamo come diplomi di tal genere (rispettabilissimi e qualificanti da un punto di vista culturale) possano essere equiparati alle lauree di cui sopra e, soprattutto, idonei per un’assistenza scolastica specialistica''. ''Le nostre perplessità aumentano ulteriormente quando, in un altro punto del bando, è richiesta per l’ammissione alla selezione un’esperienza lavorativa di almeno un anno scolastico (o 180 giorni) come assistente educativo/educatore- aggiunge Rossella Baroni- Questo requisito ci sembra restringa molto il numero di aspiranti partecipanti, che potrebbero essere più qualificati anche senza aver mai lavorato prima nella scuola''. ''All’inizio dell’anno scolastico precedente molti dei neo-assistenti appena assunti dal Comune non erano alla loro prima esperienza?''. Questi genitori sono anche un po’ seccati ''perché quando siamo andati all’ufficio dell’Azienda Speciale per rinnovare la domanda per l’assistenza scolastica specialistica per i nostri figli ci siamo sentiti dire dall’impiegata di turno che l’anno scorso non era andata poi così male''. ''Confidiamo comunque nelle parole del presidente dell’Azienda Speciale Valerio Golfieri che ci ha assicurato per l’anno scolastico 2010-11 un’assistenza qualificata e sicuramente migliore di quella dell’anno precedente''.

In piazza la voce dei disabili con 'Rete Solidale'.

'Rete Solidale' scende di nuovo in piazza per far arrivare a chi di dovere la voce delle persone diversamente abili. L’associazione di volontariato di Terracina, che opera da circa due anni per la promozione e la tutela dei diritti delle persone con disabilità, sarà presente in piazza Garibaldi domenica 5 settembre dalle ore 17 alle ore 21 con una manifestazione giunta alla terza edizione dal titolo 'In Piazza Insieme'. ''Sarà un momento di festa dove non mancherà l’intrattenimento per i più piccoli- dice il presidente Stefano Soscia- ma costituirà anche l’occasione per condividere e far conoscere i progetti e le iniziative che vogliamo avviare con la prossima apertura della sede in via Traiano''. ''La manifestazione darà l’opportunità, inoltre, di ricordare quei tanti diritti negati per i quali da più di due anni 'Rete Solidale' si sta battendo, a cominciare dal diritto allo studio dei ragazzi disabili''. 'Rete Solidale', infatti, e i genitori dei ragazzi disabili temono un triste replay dei tanti disagi vissuti già nel recente passato. ''Siamo ormai all’inizio del nuovo anno scolastico e per questo sentiamo la necessità di lanciare con questa iniziativa un appello alle istituzioni, a partire da quella comunale, affinché, a differenza di quanto avvenuto in passato, diano ascolto e risposte alle istanze delle famiglie'' aggiunge Stefano Soscia. Per questo motivo l’associazione lancia anche ''la proposta della costituzione di un tavolo di lavoro che, nell’affrontare i tanti problemi dei disabili (da quelli scolastici a quelli assistenziali ed educativi), veda la partecipazione non solo delle varie istituzioni ma anche delle associazioni e delle rappresentanze dei genitori. Dal canto suo 'Rete Solidale' continuerà a fare la sua parte, che è quella di stare accanto ai più deboli e fragili''. Certamente non mancheranno l’apporto delle competenze e delle esperienze dei suoi soci e, soprattutto, la partecipazione di quanti, anche in passato, hanno dimostrato interesse e hanno sostenuto le sue iniziative.

Si scrive di Terracina con il primo 'Terracina Book Festival'.


'Si scrive Terracina' e si legge 'Terracina Book Festival'. E’ ufficialmente partito il conto alla rovescia per mettere su carta la passione per Terracina con il concorso letterario del primo 'Terracina Book Festival'. Una gara a suon di frasi, anche in dialetto terracinese, purché ci sia la traduzione a piè di pagina.. ''Gli scrittori non hanno limite di età, di nazionalità, sesso, colore, religione, altezza e bellezza'' fa sapere il comitato organizzatore. I racconti, che dovranno arrivare entro il prossimo 20 Settembre a lerosemassimo@gmail.com, devono essere scritti in lingua italiana, dattiloscritti su file word e non superare le 5 cartelle. Sono ammessi tutti i generi letterari e tecniche narrative, con l’unica condizione di dover essere ambientati a Terracina. ''Non ci sarà quota d’iscrizione perché riteniamo che i concorsi a pagamento siano deleteri alla ricerca di nuovi autori e di nuove storie da raccontare''. I vincitori saranno premiati nella serata conclusiva del Festival, e i loro racconti saranno letti dagli attori degli 'StanchiNati'. In palio libri delle case editrici presenti al Festival ''per incentivare la crescita degli scrittori con l’unica arma a nostra disposizione: la lettura''. I primi tre classificati saranno segnalati alle agenzie letterarie e case editrici presenti, ma tutti i partecipanti potranno essere selezionati per formare un libro con i migliori racconti su Terracina. La giuria sarà composta da Anna Maria Masci, preside del 'Filosi'; Andrea Giannasi, editore della ; Massimo Lerose, scrittore; Irene Chinappi, giornalista; Alba Rosa Marigliani, dirigente della biblioteca comunale 'Adriano Olivetti'.

martedì 31 agosto 2010

Stagione al palo per il 'Carloforte'.

Un’estate da archiviare quanto prima per il 'Carloforte', il cavallo vincente su cui aveva tanto scommesso la società di navigazione Snap in quest’estate 2010. E invece le cose sono andate come peggio non si poteva. Fior di soldi investiti per mettere la motonave a norma di legge e renderla sempre più competitiva. E poi, dopo nemmeno due settimane di viaggi da Terracina verso Ponza, dopo un paio d’inverni chiusa in cantiere, la debacle totale. E ogni sogno di gloria (a più zeri) è miseramente e inesorabilmente svanito. Tutta colpa di quella banchina che ha ceduto giorno dopo giorno, fino alla decisione del comandante della capitaneria di porto di Terracina Cosmo Forte: banchina commerciale off limits quasi totalmente. In un batter d’occhio, anzi, di eliche tutta la flotta targata Snip e Snap è salpata alla volta di Formia, lasciandosi alle spalle il porto e una stagione nera nera come la pece. Soprattutto per il 'Carloforte'. Il 'Rio Marina' e la 'Maria Maddalena', infatti, anche da Formia continuano a svolgere lo stesso servizio che garantivano da Terracina con il trasporto delle merci verso l’arcipelago ponziano. Quanto al traghetto principale, invece, è stato a poco a poco snaturato. ''In pieno agosto stiamo imbarcando sul 'Carloforte' una ventina di passeggeri al massimo, una vera tristezza'' commenta l’armatore Guido De Martino. Del resto chi è che decide d’imbarcarsi alla volta di Ponza da Formia alle 7 della mattina, per arrivare sull’isola dopo quasi quattro ore di navigazione? Meglio salire su una nave veloce, anche dalla stessa Terracina. Salvo, poi, ritrovarsi nel caos come avvenuto pochi giorni fa al molo gregoriano. Ma tant’è, quest’anno i passeggeri del 'Carloforte' si stanno contando sulle dita di appena un paio di mani. ''Per mettere a norma di legge il traghetto e renderlo funzionale al massimo per l’utenza abbiamo investito qualcosa come circa 900 mila euro. E adesso…''. E adesso la situazione è sotto gli occhi di tutti. Il traghetto Snap è riuscito a fare soltanto un paio di settimane di tratte 'normali' prima dello stop forzato che lo ha dirottato a Formia. E’ stato organizzato un corridoio pedonale, ma la flotta è rimasta nel porto del sud-pontino, non trovando comunque congeniale quella soluzione tampone. Le due società presenteranno il 'conto' dei danni alla Regione per il periodo compreso tra agosto a…quando finiranno i lavori per la sistemazione della banchina. Il vero rebus sta nella data d’inizio.

Strade e case in vendita a Terracina con il Federalismo Demaniale.

Se passa il 'Federalismo Demaniale', anche a Terracina ci sarà da fare shopping. La possibile 'lista della spesa' è on line all’indirizzo www.agenziademanio.it che con scadenza quindicinale pubblicherà l’elenco aggiornato dei beni del Patrimonio dello Stato sui quali sarà possibile affiggere il cartello 'vendesi'. L’elenco non comprende quei beni in uso alle pubbliche amministrazioni, quelli appartenenti al demanio storico artistico, quelli situati nelle Regioni a statuto speciale e nel Comune di Roma ai sensi della legge 42 del 5 maggio 2009 art. 24. Per quanto riguarda gli affari di casa nostra, la lista comprende 11 beni, dislocati nella maggior parte dei casi nella zona portuale di Terracina. Ognuno con il valore inventariale indicato accanto. Per esempio, ci sarà qualcuno interessato ad acquistare un 'relitto di strada via Cristoforo Colombo', valore inventariale 12 mila euro e 3 centesimi? Non andrebbe troppo distante chi fosse interessato all’'area di sedime ex Genio Civile via Tripoli' valutata poco meno di 2 mila euro (per 'aria di sedime' s’intende la parte piana su cui poggia l’edificio o, comunque, il manufatto). Valore più alto, invece, per l’area dove sorgeva l’ex dogana pontificia in via Guglielmo Marconi, dove oggi ci sono i parcheggi. Il valore inventariale è stato stimato intorno ai 75 mila euro. Ovviamente ogni 'articolo' in vendita è corredato dai dati catastali così che l’eventuale acquirente possa informarsi per bene. Ci sarebbe anche la possibilità di diventare proprietari di 'arenile sclassificato sulla spiaggia di Levante via Tripoli' per la cifra di poco meno di 40 mila euro. Torna, quindi, via Tripoli nell’elenco, tra l’altro a due passi dalle già citate via Guglielmo Marconi e via Cristoforo Colombo. Come dire che buona parte della zona a due passi dal porto di Terracina potrebbe diventare appetibile. Per molti. Si va, invece, oltre il milione di euro per le 15 'case per senza tetto via Flavio Gioia e Caboto', zona piazzale di via Stella Polare. Ancora la stessa zona. In questo caso, però, bisognerebbe vedersela con una serie di non meglio specificate leggi speciali. Idem per le 'case per lavoratori agricoli 'La Neve', in via La Neve, dal valore inventariale che supera il milione di euro. 'Alloggi per l’eliminazione di case malsane' in via Badino e via De Amicis, un terreno in via San Rocco, la 'ex foce vecchia di Badino' e una 'villa con annessa area di pertinenza' sulla Strada Provinciale Badino. Ma lì l’acquirente dovrebbe vedersela con un contenzioso sulla proprietà. La lista è pronta, con possibili aggiunte. Nel caso, andrebbero tenuti bene d’occhio gli eventuali compratori.

venerdì 20 agosto 2010